
Cos’è, dopotutto, la vita? Un sogno? O il sentiero che lo anela? Forse entrambe le cose, o magari non lo è nessuna. Ma ad ogni battito di ciglia il nostro tempo scivola via, e noi con esso. E’ un era questa in cui i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre intere vite, si frammentano nel riverbero di mille punti di riferimento, di territori dai confini ad un tempo sempre più complessi e sottili, nella demarcazione di scelte che la nostra società ha tentato di governare, tramutandole così in sfide per la nostra identità.
E’ la ricerca della felicità, la sua speranza, e il significato di essa, in noi e nel reale a cui individualmente, ed ormai globalmente, apparteniamo. Il tentativo, cercato, ma neanche troppo concettualizzato, di creare un’anima al sistema, una dimensione compiutamente umana più che meramente economica, con il mercato come legittima dimensione del possibile, ed il capitalismo e le sue forme come soli ambienti del presente, dove i valori si sensificano se valore, e diventano conseguenti, misurabili, verità: l’algebrizzazione dell’immanente.
E’ il mondo liquido, ove tutto ha senso se in ciò che dobbiamo essere, e sussiste in funzione della sua definitiva mercificazione. Tutta la realtà ne è coinvolta e investita, spesso travolta, impreparata com’è, a distinguere tra avere o essere, perchè avere è essere. Ed in assenza di modelli od alternative sociali i profeti del mercato si insediano sussegendo altri e più moderni obiettivi in nostra vece, facendo sì che questo processo possa perpetrarsi all’infinito, o almeno sinchè la nostra speranza di felicità si infranga sulle inevitabili contraddizioni.
A ciò perviene il messaggio trasmessoci da Zygmunt Bauman nella sua ultima opera, ‘L’arte della vita‘: “La nostra vita è un’opera d’arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Ma la speranza può rimanere viva solo a condizione di avere davanti a sé una serie di nuove occasioni e nuovi inizi in rapida successione, la prospettiva di una catena infinita di partenze. Dobbiamo porci sfide difficili; dobbiamo scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra portata. Dobbiamo tentare l’impossibile.” -Proviamoci dunque, a partire da questa bella lettura contemporanea.